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il LABORATORIO TEATRALE del LICEO COPERNICO
in
“SE CHIUDI GLI OCCHI”
drammaturgia originale
di Claudio Caprotti
da “Peter e Wendy” di
J.M.Barrie
| Personaggi |
e interpreti |
| Peter Pan |
Andrea Tàpparo |
| Mamma Darling |
Serena Vanzillotta |
| Papà Darling |
Andrea Ferrari |
| Wendy |
Federica D’Alessio |
| Michele |
Mirko Iavarone |
| Gianni |
Mattia Audisio |
| Campanellino |
Xesihola Frroku |
| Campanellino violinista
Giglio Tigrato |
Angelikì Vafidis |
| Ombra di Peter
Flautino |
Chiara Mosso |
| Bimbo
Piumino |
Silvia Sardo |
| Primo Bimbo Pennino |
Valentina D’Antona
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| Secondo Bimbo
Smee |
Mihai Gurei |
| Terzo Bimbo
Sirena |
Diana Popp |
| Quarto Bimbo
Sirena |
Martina Serra |
| Quinto Bimbo
Ricciolino |
Margherita Minacori |
| Nana
Capitan Uncino |
Alessandra Mero |
Drammaturgia e regìa
Claudio Caprotti
La
‘sindrome’ di Peter Pan è sempre più conclamata come tipica
del mondo occidentale odierno: eterna pre-adolescenza , che pregusta
solo confusamente uno stato consapevolmente sessuato e produttivo,
senza volerlo mai raggiungere; rimozione dello scorrere del tempo,
dell’invecchiamento e del traguardo obbligato dell’età adulta
, in cui si deve essere ‘responsabili’. E’, questa diagnosi, semplice
constatazione della realtà attuale o non piuttosto desiderio
degli adulti? E non nasconde la beffa per cui quello che credevamo
rifiuto libertario si ribalta in costrizione al disimpegno e nell’esclusione
dal lavoro e dai diritti che i pochi autoproclamatisi adulti arrogano
a sè ?
Peter
Pan è un piccolo mistero, denso di contraddizioni. Senza volerle
‘addomesticare’ a tutti i costi, con leggerezza abbiamo cercato
di accostarci a lui attraverso il testo di chi l’ha conosciuto
meglio, il suo ‘cronista’, J.M.Barrie. Così non abbiamo tenuto gran
conto delle innumerevoli versioni teatrali e cinematografiche.
Nel
mondo mitologico di Peter Pan regna una eterna infanzia in cui
si può soffrire dell’abbandono e si può piangere, ma sempre si
dimentica tornando da capo, vergini in un perenne presente.
Questa assenza di ombre forse nasconde un profondo, sostanziale
dolore dell’autore, quello della Sirenetta di Andersen che al
contrario di Peter affronterà la vita e la sofferenza. Quando i
compagni di Peter accennano a diventare
grandi, lui li elimina.
Peter
che conduce nella magica Neverland i bimbi che riescono a vederlo
è forse un piccolo incosciente genio di morte ? come il pifferaio
di Hamelin, che sottrae i bimbi alla loro comunità e li fa inghiottire
per sempre dalla montagna. Non crescere e non soffrire
è come non essere neppure nel ciclo della vita.
Il
lettone su cui i bambini giocano ed in cui vanno a nanna diventa
l’isola incantata delle loro avventure sognate, truculente ed inoffensive:
il tempo dell’isola è una giostra: circolare, ruota su sè
stesso in un illusorio presente. Chi si sveglierà, tornerà per sempre
da questa ‘isola del mai’ e dovrà crescere e ‘spegnersi’ come gli
adulti, che qui si propongono come insoddisfacenti modelli.
E’ solo nelle ragazze, che diventeranno madri, che a Berrie sembra
baluginare , come un lumicino da tenere però nascosto, il ricordo
di quando si era ‘immortali’.
I
padri non sembrano neppure intuirlo, immersi com sono nella dimensione
del tempo
lineare in cui si diventa presto adulti, si produce e si muore.
LE
SCENE DEL NOSTRO SPETTACOLO
1.
Bimbi
vagabondi (“Io non ho mamma, non vo’ star qui!”)
2.
Disegnare
la pianta della mente di un bambino (nel lettone)
3.
Di
notte: la mamma riordina
4.
Confidenze
(Wendy)
5.
Il
papà fa i conti di casa
6.
La
medicina di papà
7.
L’Ombra
: irruzione di Peter e Campanellino
8.
In
volo !
9.
Arrivo
all’isola di ‘Neverland’
10.
Il
tempo a ‘Neverland’
11.
I
bambini selvatici uccidono l’uccello Wendy
12.
La
casina nella foresta
13.
Malinconìa
di Capitan Uncino
14.
La
laguna (Giglio Tigrato)
15.
A
Capitan Uncino subentra papà
16.
Ritorno a casa
17.
Crescere
( Gianni)
18.
Congedo
di Peter e Wendy
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